Sala vuol essere complice del genocidio israeliano

Il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, s’è ampiamente legittimato nel ruolo di “patriota” facendo votare la nomina ad Amministratore Delegato del Piccolo Teatro di Milano, di cui è comproprietario il Comune di Milano, pur nutrendo dubbi sulla sua competenza, di Geronimo La Russa, figlio di Ignazio La Russa, soprannominato “Belzebù”, Presidente del Senato e seconda carica dello Stato, che aveva organizzato il “giovedì nero” di Milano, il 12 aprile 1973, alla guida in piazza del corteo non autorizzato di Avanguardia Nazionale, da cui era stata lanciata la bombe a mano che uccise l’agente Antonio Marino, di 22 anni. Inoltre Sala aveva fatto patrocinare dal Comune di Milano la mostra fotografica “Eyes of Mariupol, uno sguardo negli occhi dei difensori”, del settembre 2023, presso il Piccolo Teatro, in onore del Battaglione neonazista Azov.

Ora Beppe Sala ha deciso di continuare tale percorso, proseguendo nel gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, nonostante la contrarietà e la richiesta di revoca promossa da numerosi consiglieri della sua maggioranza. Il PD ha rinnovato la richiesta di sospensione dell’accordo, e ciò ha causato l’uscita dal partito di Emanuele Fiano, ex deputato del PD della corrente di Franceschini, membro della segreteria nazionale come responsabile per la politica estera, segretario nazionale dell’associazione Sinistra per Israele ed esponente delle comunità ebraiche, che ha criticato duramente le posizioni del PD e di altre componenti della sinistra che ritiene antisioniste e sostiene fermamente il “diritto alla difesa” dello Stato di Israele, l’unico stato del Medio Oriente che dispone di armi nucleari (da 300  400) e che ha scatenato la guerra contro tutti i Paesi vicini, trascinando anche gli Stati Uniti nel conflitto attuale con l’Iran (che non dispone di armi atomiche ed il cui capo supremo Khamenei, assassinato da Israele, aveva emesso una “fatua” contro la loro adozione). Il governo israeliano è stato giudicato colpevole di genocidio dalla Corte penale internazionale (CPI), che ha spiccato i mandati d’arresto contro il Primo Ministro Netanyahu e l’ex Ministro della Difesa Yoav Gallant.

Nonostante la richiesta di sospensione del gemellaggio con Tel Aviv, a causa del genocidio nei confronti dei palestinesi e della guerra all’Iran, avanzata dalla sua maggioranza in Consiglio, Sala ha deciso di proseguire con tale iniziativa, rendendosi così complice, sia pure simbolicamente, di tali crimini di guerra contro l’umanità.